domande da evitare a colloquio

Domande a colloquio: cosa NON chiedere all’intervistatore

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Porre domande durante un colloquio di lavoro è fondamentale per avere maggiori informazioni circa la posizione lavorativa per cui si concorre.

D’altra parte, si corre il rischio di fare quesiti che possono pregiudicare la propria candidatura perché poco appropriati, oppure perché facilmente fraintendibili. In questo articolo ti ho fornito dei suggerimenti per ottenere informazioni utili durante un colloquio di lavoro. Ora vediamo quali domande sono invece da evitare, oppure come possono essere formulate in maniera corretta.

In che cosa consiste il lavoro? Di che cosa si occupa l’azienda?

È vero: non tutti gli annunci pubblicati sui maggiori portali dedicati al lavoro sono sufficientemente chiari ed esaustivi. D’altra parte è importante fare tesoro delle informazioni fornite, e possibilmente ampliarle con una ricerca personale. Questo si può fare, ad esempio, visitando il sito dell’azienda presso cui ci si candida. In primo luogo è fondamentale individuare con precisione il tipo di attività che essa svolge. In caso di realtà strutturate, che comprendono quindi più dipartimenti, è bene indagare in quale di essi si verrà collocati e di quali servizi esso si occupa. Per quanto riguarda le informazioni concernenti la posizione specifica per cui si concorre, è consigliabile rivolgere al selezionatore domande come: quali sono, in dettaglio, le mansioni previste da questo ruolo?, e anche quali sono le skills necessarie per ricoprire al meglio questa posizione?. Domande del genere ti permettono di avere un quadro più preciso, senza d’altra parte farti sembrare impreparato. Ricorda: non bisogna mai dare l’impressione di essersi candidati per una posizione lavorativa senza cognizione di causa. L’invio “a raffica” dei CV non paga, ed è bene puntare su aree professionali circoscritte e corrispondenti alle proprie reali aspirazioni.

Quali sono gli orari di lavoro? Dovrò lavorare fino a tardi?

Si tratta di una preoccupazione legittima, sopratutto per chi si candida per una posizione lavorativa distante dal proprio domicilio, e che quindi implicherebbe lunghi spostamenti (magari con i mezzi pubblici). Inoltre, è perfettamente normale desiderare di mantenere un work-life balance equilibrato, ovvero non pregiudicante per la propria vita privata, familiare e sociale. D’altra parte, una domanda diretta come “quante ore dovrò lavorare al giorno?” rischia di risultare poco elegante in sede di colloquio. Si può tuttavia ottenere questa informazione con quesiti come “qual è la giornata tipo di chi ricopre questo ruolo in azienda?”, oppure “quali sono i periodi di maggiore attività durante l’anno?”. Un modo per integrare le proprie informazioni su questo tema è quello di fare una ricerca in rete. Infatti, almeno per le aziende più grandi, non è difficile trovare delle vere e proprie “recensioni” di dipendenti ed ex dipendenti di un’azienda digitando sui principali motori di ricerca, per esempio, “nome azienda opinioni”. Inoltre il portale Indeed (uno dei principali siti dedicati alla ricerca del lavoro), ha una sezione dedicata alle pagine aziendali. Digitando il nome dell’azienda nella barra di ricerca è possibile non solo consultarne il profilo, ma anche visionare le opinioni di chi ci ha lavorato:

Recenzioni aziende presenti su Indeed

Queste opinioni sono, ovviamente, soggettive (quindi da leggersi con una certa cautela), ma comunque utili per avere un quadro più chiaro della giornata tipo di un dipendente di quella particolare azienda.

Quando potrò andare in ferie?

Si tratta di un quesito di importanza secondaria. Le ferie sono garantite, quindi è certo che durante l’anno potrai usufruirne. D’altra parte, se ti interessa approfondire l’argomento, è più fine chiedere: “sono previsti periodi di chiusura aziendale?”. In questo caso saprai che le tue ferie saranno, almeno in parte, vincolate da questi momenti di sospensione dell’attività. Se non sono previsti periodi di chiusura aziendale, salvo particolari regolamenti interni, le ferie possono essere prese in diversi momenti dell’anno previa autorizzazione da parte del proprio responsabile.

Sono previste promozioni? In che tempi?

Domandi sugli scatti di livello sono un po’ precoci in sede di colloquio, soprattutto se ci si trova nella fase iniziale della selezione. Per un giovane è più appropriato informarsi circa le possibilità di crescita all’interno dell’azienda e le possibili prospettive future. Questo ti farà apparire come una persona assennata, che pianifica la sua crescita professionale in modo adulto, senza farti ingiustamente passare per un frettoloso arrivista.

Che cosa succede se non mi trovo bene con i miei colleghi e superiori?

Preoccupazione legittima, ma in questo modo la questione è mal posta. A meno che tu non abbia la fortuna di conoscere già qualcuno che lavora nell’azienda in cui ti proponi, è ben difficile sapere già in fase di colloquio come ti troverai all’interno del team in cui potresti essere inserito. Piuttosto, chiedi com’è composto il gruppo di lavoro, e a quanti responsabili dovrai far riferimento. Così potrai avere informazioni in più, come il numero di colleghi con cui dovrai collaborare (ed eventualmente qual è la loro seniority), e come è strutturata la gerarchia aziendale. Chiedi inoltre se, generalmente, si lavora in squadra oppure per obiettivi individuali. La vera risposta, ahimè, l’avrai solo una volta inserito in azienda. Il consiglio per un “nuovo arrivato” è quello di porsi in maniera amichevole, disponibile e proattiva verso i colleghi. Verso figure senior e responsabili è bene evitare atteggiamenti arroganti, e accogliere i feedback (anche quelli negativi) in maniera costruttiva: saranno certamente utili per crescere sia a livello professionale che personale.
D’altra parte, se dopo alcuni mesi di lavoro si nota che il clima è insostenibile, è bene valutare se ciò può dipendere dalla propria persona (in questo caso ci si può lavorare) oppure se il problema è legato a chi ci circonda. Se non si può risolvere la questione appellandosi ai propri responsabili o all’ufficio delle risorse umane, valutare altre proposte lavorative potrebbe essere l’opzione giusta.

Qual è lo stipendio? Ci sono dei benefit?

Queste informazioni, soprattutto quelle legate alla retribuzione (o al rimborso spese, in caso di stage), sono importanti. D’altronde, specie se richieste nella fase iniziale di una selezione, rischiano di farti passare per “attaccato ai soldi” e poco motivato verso il lavoro. Meglio fare domande come “qual è il tipo di contratto proposto?”, oppure aspettare l’offerta da parte dell’azienda, in cui saranno specificate RAL (retribuzione annuale lorda) oppure entità del rimborso, ed eventuali benefit. Tieni presente che molto probabilmente queste informazioni ti saranno comunque spontaneamente fornite dal selezionatore. Se dovessi notare poca trasparenza sull’argomento, tieni gli occhi aperti.

Com’è andato il colloquio? Ho ottenuto il posto?

Le selezioni per una posizione lavorativa o di stage normalmente comprendono la valutazione di diversi candidati, e la rosa si riduce ad ogni step. Se anche dovessi aver sostenuto il colloquio che sai essere quello finale, non essere impaziente: aspetta un feedback. Se, giustamente, vuoi avere idea delle tempistiche necessarie per avere un riscontro definitivo, piuttosto chiedi quando puoi aspettarti un aggiornamento. Se hai altre selezioni in corso, magari in stato avanzato, per correttezza fallo presente al selezionatore. Non è una cosa negativa: significa semplicemente che anche altre aziende ti stanno considerando. Non farlo in un modo che possa suonare arrogante, ovvero, evita che la tua precisazione suoni come un “muovetevi, ho altro che bolle in pentola“. Limitati ad informare il selezionatore circa la tua situazione: sarà lui o lei, se possibile, a venirti incontro. Ricorda che, purtroppo, può capitare di trovarsi ad avere un offerta in mano e poco tempo per decidere il da farsi, mentre si aspetta un feedback da un’altra azienda di proprio interesse. In questo caso, accetta il rischio, e valuta se per te sia più conveniente accettare l’offerta in questione oppure declinarla per aspettare un’eventuale altra proposta più interessante.

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