Come diventare copywriter: una carriera ideale per chi ama scrivere

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Il copywriting è un’attività ideale per chi è creativo e appassionato di scrittura, ed è una professione particolarmente adatta a chi ha seguito un percorso di studi umanistici.

Ma di che cosa si occupa esattamente un copywriter? Quali sono le caratteristiche più importanti per ricoprire questo ruolo? E soprattutto, da dove si inizia per avviare una carriera da copywriter? In questo articolo scopriamo di più su questo tipo di lavoro particolarmente adatto a chi ha un background di studi umanistici.

Chi è il copywriter?

Il copywriter, o più semplicemente “copy“, è una figura professionale che redige testi. Tipicamente i copywriter trovano spazio nelle grandi agenzie pubblicitarie, creando testi per annunci stampa e affissioni, claim pubblicitari, naming di prodotto, script per spot, radiocomunicati, brochure. Collabora con un art director (ovvero la figura che si occupa della parte visiva), formando la cosiddetta coppia creativa, coordinata da un direttore creativo.

Il copywriter oggi

Se in passato il copywriter trovava spazio esclusivamente nelle agenzie pubblicitarie o all’interno dei reparti marketing di grandi aziende, oggi il web ha aperto molte possibilità a questo tipo di figura. Infatti i contenuti testuali che si possono trovare in rete sono molteplici: testi di siti e landing page, newsletter, articoli di blog, post destinati ai social media, e perfino le schede prodotto degli articoli presenti sugli ecommerce. Quindi oggi un copywriter può lavorare anche in web agency e centri media. Molti copywriter scelgono la libera professione, collaborando in qualità di freelance con aziende, privati ed agenzie su determinati progetti.

La caratteristiche di un buon copywriter

La caratteristica più importante di un buon copywriter è la creatività. Pensiero laterale, capacità di immaginare e inventare, elasticità e intuizione: lo strumento di lavoro più importante di un copy è la sua mente, che deve essere sempre pronta a partorire nuove idee originali.
L’attenzione ai dettagli è la seconda soft skill che fa un buon copywriter. Scegliere la parola giusta e utilizzare la migliore punteggiatura può sembrare banale. Eppure può fare la differenza fra un ottimo lavoro e una produzione mediocre. Va da sé che, lavorando con le parole, un copy debba conoscere alla perfezione la lingua in cui andrà a scrivere e deve essere meticoloso nella correzione dei testi (i refusi sono sempre dietro l’angolo).
Un buon copy è una persona di grande sensibilità. Saper cogliere le sfumature del linguaggio, saper trasmettere un messaggio in modo efficace e persuasivo, rispettando il tone of voice di un brand e il modo in cui esso si vuole comunicare al pubblico, saper colpire ed emozionare il target in modo efficace. Tutto ciò implica la capacità di comprendere a fondo non solo il cliente per cui si sta lavorando, ma anche il pubblico di riferimento.
L’instancabile desiderio di migliorare un testo, di trovare varianti, di limarlo fino alla perfezione caratterizza il profilo di un ottimo copywriter. Inoltre un buon copy deve saper accettare i feedback sul proprio lavoro, sia che essi arrivino da figure senior dell’agenzia, sia che vengano dal cliente. Per questo un copywriter deve anche essere diplomatico, di mentalità aperta e positiva. A volte capita che un testo sia criticato, o ampiamente modificato. Per quanto difficile, è importante che il copy sappia accettare le osservazioni, anche quando non lusinghiere, sulle proprie idee. Deve essere pronto a difenderle, ma anche a riesaminarle e a metterle in discussione.
Un copy, specie in agenzia, deve essere pronto ad affrontare periodi stressanti, soprattutto in vista di gare o di scadenze per progetti importanti. Non è raro che la giornata lavorativa di un copywriter d’agenzia si prolunghi ben oltre le 8 ore. Anche i freelance hanno a che fare con periodi stressanti, sempre dovuti a scadenze e ad alti volumi di lavoro. Per questo motivo questo tipo di professione è adatta a chi è veramente appassionato a quello che fa, instancabile e resistente allo stress.

copywriter

Imparare il lavoro di copywriter

Chi è già abituato a scrivere, perché nel tempo libero si diletta nella narrativa o nella poesia, o perché partecipa ad attività studentesche come i giornalini universitari, è avvantaggiato. Chi non ha avuto occasioni di sperimentarsi nella scrittura, potrà trarre giovamento da corsi online come quelli disponibili su Udemy, oppure sperimentarsi in esercizi di creatività come quelli proposti nel blog di Pennamontata (eccellente fonte di aggiornamenti e spunti, in generale, su questa tipologia di professione). Anche Pennamontata offre corsi per aspiranti copy, per cui il consiglio è quello di iscriversi alla newsletter per restare al corrente delle date e dei percorsi formativi disponibili.
Esistono anche master specialistici in copywriting, alcuni dei quali prevedono uno stage al termine del percorso formativo. Questi ultimi sono molto completi e intensivi (e accompagnano in modo più agevole l’aspirante copy nel mondo del lavoro, se prevedono un servizio di placement), ma al contrario delle soluzioni presentate in precedenza implicano un investimento di denaro e tempo spesso molto consistente.

Come iniziare a lavorare come copywriter

Essendo un lavoro creativo, per candidarsi come copy curriculum e lettera di presentazione non bastano. Un copywriter che si propone per una posizione lavorativa deve presentare un portfolio che contenga i suoi lavori migliori. Non importa che si tratti di progetti “reali” o di esercitazioni. Specie per un giovane che non ha ancora maturato esperienza come copy, il portfolio può essere composto da progetti “inventati” come ad esempio:

  • Rivisitazioni di campagne pubblicitarie famose
  • Progetti creati a partire da brief di propria invenzione
  • Naming, claim e campagne per lanciare prodotti i propria invenzione

L’importante è far trasparire al meglio il proprio stile e il proprio talento, così che chi riceverà la candidatura potrà farsene un’idea chiara.

Un portfolio può essere facilmente creato in Power Point oppure utilizzando software di produzione editoriale come Adobe InDesign. Il consiglio è quello di non popolare eccessivamente il portfolio (cosa che rischierebbe di scoraggiare chi lo riceve dal consultarlo con attenzione) e di presentare i propri lavori nel modo più chiaro ed elegante possibile. Portali come Behance offrono l’opportunità di creare un portfolio online, che può essere linkato nella firma dell’indirizzo e-mail che si utilizza per inviare le proprie candidature.

Mentre ci si cerca lavoro in agenzia, oppure se si sta ancora studiando, si può iniziare a fare lavori occasionali come copy, utilissimi per impratichirsi e per garantirsi qualche entrata. Portali dedicati ai temporary job come Easybusy, oppure content marketplace come Melascrivi offrono l’opportunità di scrivere testi per aziende, agenzie e privati dietro compenso.

Le candidature possono essere inviate in modo spontaneo ad aziende, agenzie e centri media, oppure in risposta ad annunci. Non bisogna scoraggiarsi se inizialmente si verrà considerati unicamente, o quasi, per stage. Un periodo di tirocinio in una realtà strutturata, in cui si può lavorare in affiancamento a copywriter senior, nel lungo periodo è di grand lunga più utile di un lavoro remunerato ma senza possibilità di confronto con persone più esperte. Difficilmente, infatti, si è in grado di valutare in modo oggettivo la qualità del proprio lavoro. A maggior ragione quando si tratta di qualcosa di estremamente personale, come un testo scritto di proprio pungo. Per questo, almeno inizialmente, è bene cercare contesti in cui avere l’opportunità di ricevere feedback e consigli da figure più skillate. Inoltre le agenzie e i reparti marketing delle grandi aziende offrono una visione su progetti complessi, in cui partecipano diverse unit, che risulta essere molto formativa e stimolante.

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