Sensazioni e istinto: la tua pancia al colloquio di lavoro

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Scegliere di pancia, o pensare con la pancia, significa prendere decisioni in base al proprio istinto e alle proprie sensazioni. È bene farlo quando si parla di lavoro?

Quante volte ti è capitato, davanti a diverse alternative, di trovarti in una situazione di impasse?

Molto probabilmente, il giudizio razionale non è stato il solo a contribuire alla tua scelta finale. Sono entrate in gioco dinamiche di tipo emotivo, che ti hanno guidato verso le tue conclusioni.

Forse potrai pensare che questo processo decisionale “istintivo” possa essere valido solo in caso di scelte non determinanti per la tua vita, o addirittura decisamente poco rilevanti.

In questo articolo ti racconto come la tua pancia possa essere una buona consigliera anche per quanto riguarda la tua carriera. Certo, non può essere il solo mezzo tramite cui fare le tue scelte professionali. Eppure la tua pancia può dirti molto su che cosa realmente provi e su come ti senti in una certa situazione. Questo sia in caso di indecisione fra diverse offerte che ti vengono fatte, sia per capire quanto ti potresti trovare a tuo agio in un determinato contesto, già notando come ti senti a colloquio.

Un po’ di agitazione a colloquio è normale, però…

I colloqui di lavoro sono (giustamente) percepiti come eventi importanti in cui bisogna dare il massimo di sé. Una leggera dose di preoccupazione è da mettere in conto: vuoi fare bella figura, esprimerti al meglio e giocare le tue carte. Fin qui tutto normale. Diverso è se quello che senti è uno stato di forte ansia. In questo caso, se noti che ti capita spesso (e anche in altri contesti, come per esempio prima degli esami), puoi fare tue alcune semplici tecniche di coaching per migliorare il tuo stato d’animo ed essere a tuo agio anche in situazioni che temi potrebbero “bloccarti”.

Normalmente, una volta avviato il colloquio e rotto il ghiaccio, la tensione iniziale dovrebbe iniziare sciogliersi in modo piuttosto naturale. Questo sia perché, di norma, chi seleziona il personale tende a mettere a proprio agio il candidato. In più, minuto dopo minuto, prendi confidenza con l’ambiente in cui ti trovi e con il tuo interlocutore. A quel punto sei pronto per mostrarti al meglio.

Se però questo non dovesse succedere, ci sono alcune considerazioni da fare. Il tuo stato di tensione dipende da te oppure dalla situazione in cui ti trovi? Ti senti libero di poterti esprimere? Trovi che chi ti ascolta sia disponibile nei tuoi confronti e mostri interesse verso ciò che gli stai dicendo?

Se noti che non ti senti a tuo agio, o peggio, hai sensazioni negative in sede di colloquio, forse è il caso di fermarsi a riflettere. È possibile che si tratti di un episodio isolato e che in realtà, in azienda, ti troveresti benissimo. D’altra parte, se chi ti sta intervistando è qualcuno con cui andrai a lavorare oppure è il tuo futuro superiore, è importante che ci sia un buon feeling già a pelle. È vero, i rapporti si costruiscono col tempo, ma avere una buona sensazione già in partenza agevola molto il processo.

 

Questione di feeling

Quante volte ci capita di non trovarci in sintonia con qualcuno? Purtroppo, essendo ogni persona diversa, è naturale che non si possa andare d’accordo con tutti, per quanto lo vorremmo. Se fra te e le persone davanti a cui ti trovi a colloquio c’è una sorta di barriera, valuta molto bene i tuoi prossimi passi.

Al contrario, se c’è subito sintonia, consideralo un fattore positivo molto importante. Se il colloquio è con il tuo futuro responsabile, e questa persona ti dà un senso di sicurezza, affidabilità e disponibilità, molto probabilmente potrà essere un buon capo per te. La stessa cosa vale nel caso in cui siano i tuoi potenziali futuri colleghi a intervistarti. Se sono persone con cui ti senti a tuo agio già dal primo incontro, è molto probabile che ci siano ottime basi per essere, molto presto, una buona squadra.

Attento però agli specchietti per le allodole. Purtroppo capita che, di fronte ad un candidato inesperto, una posizione lavorativa o un’azienda vengano presentate in maniera troppo rosea rispetto alla realtà. In altri casi, può capitare che vengano omesse informazioni importanti, che potrebbero addirittura determinare la tua scelta di rifiutare il lavoro o lo stage. È molto difficile capire quando una persona, specie che non conosciamo, mente. Però puoi mettere in atto alcuni accorgimenti che sto per suggerirti.

C’è qualcosa che non quadra in questa offerta di lavoro

Se ci sono alcuni aspetti dell’azienda o della posizione lavorativa che ti sono oscuri, puoi richiedere maggiori dettagli ai tuoi interlocutori. Puoi trovare degli spunti nell’articolo dedicato alle domande da porre in sede di colloquio. Risposte chiare e soddisfacenti sono sinonimo di serietà e trasparenza. Se percepisci una certa elusività da parte della persona a cui chiedi delucidazioni, potrebbe non essere un segno positivo. Tieni presente che, comunque, hai tutto il diritto di fare le domande che ritieni più opportune, purché consone. Un lavoro richiede il tuo tempo e il tuo impegno: di fatto per te è un grosso investimento. Assicurati che questo sia di qualità e ti possa portare buoni frutti in termini di crescita e soddisfazione.

Puoi anche sondare il terreno informandoti da terzi, sia prima del colloquio che dopo, facendo delle ricerche in rete. È molto probabile che troverai pareri e opinioni sull’azienda a cui ti sei rivolto. Tieni presente che però internet non custodisce verità assolute. Valuta bene la qualità delle informazioni che riuscirai a reperire. Se conosci persone che lavorano o che hanno lavorato in azienda, puoi rivolgere a loro le tue domande. Anche in questo caso, considera che esprimeranno pareri soggettivi: non è detto che la tua esperienza in azienda si rivelerebbe uguale alla loro.

Déjà vu: ricordi di lavori passati

Le esperienze passate costituiscono un bagaglio importantissimo, utile anche per prendere decisioni per il tuo futuro. Questo non significa che debbano essere il solo parametro di riferimento che devi utilizzare: non focalizzarti solo su quello che è stato. D’altra parte, se di fronte ad una nuova opportunità riconosci di stare provando una sensazione già sperimentata in contesti in cui hai lavorato o ti sei trovato in precedenza, tienila in conto. Potrebbe significare che ti trovi davanti a qualcosa che potrebbe rivelarsi simile, almeno in parte, ad una tua esperienza passata.

Se questa sorta di déjà vu ti causa emozioni positive e un certo senso di sicurezza, puoi considerarlo un buon segno. In caso contrario, valuta molto bene i tuoi prossimi passi. Che cosa pensi che sia scattato in te, di fronte a questa nuova opportunità? Quali sensazioni conosciute ti ha fatto provare? Insomma, ogni nuova strada comporta dei rischi. Se però vi riconosci qualcosa di “già visto”, chiediti di che cosa si tratta e valuta quanto affidarti a ciò che stai provando.

Il “déjà vu” può anche riferirsi a qualcosa di più oggettivo delle tue sensazioni. Se per esempio quando ti vengono spiegate le modalità operative dell’azienda, rivedi uno schema a te familiare, hai un ottimo riferimento per giudicare se ti potresti trovare bene anche in questo nuovo contesto lavorativo.

 

Indecisione: accettare o no un nuovo lavoro?

Potrebbe capitarti di superare il processo di selezione in più di un’azienda. In questo caso ti troveresti a dover scegliere quale opportunità cogliere fra le diverse che ti vengono prospettate. Prima di tutto, valuta i fattori oggettivi come inquadramento, opportunità di crescita, tipologia di mansione. Se anche dopo quest’analisi ti senti indeciso, pensa a quale contesto sceglieresti a sensazione: dove ti troveresti meglio? Dove ti sei sentito più a tuo agio durante i colloqui?

Un altro punto da considerare: magari un’azienda ti offre, dal punto di vista oggettivo, qualcosa “in più”. D’altra parte, hai qualche resistenza dal punto di vista emotivo. Insomma, razionalmente parlando dovresti essere più che propenso ad cogliere questa opportunità. Eppure senti di non essere convinto al 100%. Chiediti prima di tutto a che cosa sia dovuta la tua incertezza. Si tratta del fattore umano? Credi che, nonostante l’offerta sia interessante, non si tratti del contesto più adatto a te? Hai delle perplessità sulla tipologia di lavoro?

Quello che sto per dirti è che i fattori oggettivi sono importanti, ma non sono tutto. Potresti avere l’opportunità di lavorare in una grande azienda ed avere ottime prospettive per il futuro, ma d’altra parte, se ti sei sentito molto più a tuo agio in un contesto più piccolo e meno strutturato, può essere che la strada più giusta per te sia proprio quest’ultima.

Non ci sono contesti lavorativi perfetti in assoluto. Ci sono solo ambienti diversi e persone che sono più o meno adatte a ciascuno di essi. Insomma, non è detto che in una multinazionale ti sentiresti pienamente realizzato, se prediligi ambienti più piccoli e familiari. Un’opportunità lavorativa, purché sia offerta da un’azienda seria, è buona solo se davvero senti che fa per te. Per questo, in caso tu sia indeciso fra diverse strade, è importante tenere in considerazione le tue sensazioni.

Costruisci il tuo futuro con la testa. Ogni tanto, però, fermati ad ascoltare i consigli della tua pancia. Spesso sa dare le conferme di cui sei in cerca.

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