Colloquio di lavoro: i consigli di un imprenditore

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Come ti vede un’azienda?

Cosa ti permette di emergere in sede di colloquio?

 

Ecco qualche spunto da Marco Montemagno, imprenditore affermato in ambito digital. Il suo sito e la sua pagina facebook sono un’ottima fonte di suggerimenti per chi possiede un’attività o vorrebbe avviarla, ma anche per i giovani che iniziano a proporsi nel mondo del lavoro.

In questo video, Marco suggerisce 4 regole per affrontare positivamente un colloquio di lavoro e farsi notare nel modo giusto:

http://marcomontemagno.it/colloquio-di-lavoro-le-4-regole-doro/

Questo video è interessante perché mostra il punto di vista di un imprenditore che, nel corso della sua vita lavorativa, ha esaminato una cospicua quantità di candidati. I suggerimenti dati da Marco in questo video forse non sono “tecnici” come quelli che potrebbero essere dati da un recruiter o da un head hunter. Eppure sono particolarmente utili, perché danno l’opportunità di comprendere meglio alcuni degli aspetti che chi è a capo di un’azienda valuta in sede di colloquio.

Analizziamo insieme punto per punto.

 

  • Preparazione

Come anticipato in altri articoli, è particolarmente importante raccogliere informazioni e candidarsi in modo mirato. Inviare CV a raffica senza conoscerne esattamente la destinazione è una strategia che molto spesso non paga. Questo perché prima di tutto bisogna essere sicuri di voler ricoprire un determinato ruolo. In secondo luogo è importante conoscere e condividere la filosofia dell’azienda presso la quale ci si propone. Sarebbe quantomeno poco funzionale ottenere un posto di lavoro in un contesto di cui non si apprezzano la mission, la vision e le modalità operative.
Inoltre dimostrare in sede di colloquio di conoscere molto bene l’azienda è un segno di serietà e motivazione, quindi un grosso punto a proprio favore. In definitiva, meglio fare pochi colloqui per posizioni che sono veramente in linea con le proprie ambizioni, piuttosto che molti “a casaccio”. La legge dei grandi numeri in questo caso non è una buona alleata.

 

  • Focus

Probabilmente è superfluo soffermarsi sulle regole base di educazione (il cellulare è meglio spegnerlo durante un colloquio). Si può aggiungere che essere attenti all’interlocutore durante un colloquio è importante per almeno due motivi. Prima di tutto mostra, ancora una volta, serietà e motivazione. In secondo luogo permette di assorbire ulteriori informazioni chiave sull’azienda e sulla posizione lavorativa aperta.

 

  • Unicità

Farsi ricordare per ciò che si è detto o mostrato durante un colloquio di lavoro è un ottimo modo per emergere nella rosa dei candidati. L’importante è che sia per qualcosa di positivo. Se hai sviluppato un progetto personale inerente all’azienda o al settore di competenza è un’ottima cosa. Potrebbe essere piuttosto impegnativo, ma certamente d’effetto. Se non lo hai fatto, poco male, hai un’altra risorsa. Pensa a quello che hai già realizzato, indipendentemente da questa candidatura. Hai scritto una tesi particolarmente interessante su un argomento poco conosciuto? Hai creato una pagina facebook o un blog? Hai un portfolio di lavori creativi? Ti sei cimentato nel coordinamento di gruppi o associazioni, oppure nell’organizzazione di eventi? Bene, se questo parla di te e fa emergere le tue qualità, raccontalo.
Ci sono molte altre cose per cui farti ricordare. Le tue modalità comunicative durante il colloquio, il modo in cui ti poni, l’argomentazione delle tue risposte, le domande che farai tu al tuo interlocutore sono tutte carte che potrai giocare a tuo favore. Assicurati prima di tutto di essere nel mood giusto.

 

  • Se qualcosa dovesse andare storto…

Non hai avuto successo e non hai superato il colloquio? Non abbatterti, fa parte del pacchetto, capita a tutti. Il proverbio “quando si chiude una porta, si apre un portone“, spesso si rivela azzeccato. Ci sono moltissime aziende, avrai modo di rivolgerti altrove.
Puoi trarre molti insegnamenti dalle tue esperienze di colloquio. Per questo è importante richiedere feedback, al fine di cercare di capire per quale motivo la scelta dell’azienda non è ricaduta su di te. “La sua figura non è in linea con quello che ricerchiamo”, “Abbiamo scelto un altro candidato”, “Le mancano le competenze X e Y”. Prendi questa valutazione in modo costruttivoAnalizza il risultato: quale parte di questo dipende da te? Nel caso in cui l’azienda non abbia scelto te perché un altro candidato è risultato essere più adatto, probabilmente c’è poco da aggiungere. Ma se ti viene fatto notare che c’è qualcosa che puoi migliorare, ecco allora un ottimo spunto per la tua crescita personale.

 

 

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