Colloquio di gruppo: cosa devi sapere per affrontarlo al meglio

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Il colloquio di gruppo, o assessment, è uno step di selezione che caratterizza i processi di recruitment di molte aziende, specialmente se grandi e strutturate.

Il colloquio di gruppo è un momento in cui è fondamentale distinguerti positivamente all’interno di una rosa di candidati.

Come? Facendo emergere i  tuoi punti di forza e le tue soft skills!

In questo articolo redatto con il contributo di Sergio Di Minica, psicologo del lavoro, scopriremo come funzionano gli assessment e come puoi affrontarli al meglio (e soprattutto in modo sereno!).

Il colloquio di gruppo non avrà più segreti per te 🙂
 

Perché le aziende fanno colloqui di gruppo?

Lo scopo di un colloquio collettivo è quello di far emergere, attraverso dinamiche di interazione spesso strutturate come giochi di ruolo studiati ad hoc, le soft skills dei candidati, al fine di individuare le persone che hanno le competenze trasversali che l’azienda ritiene fondamentali per ricoprire un determinato ruolo.
 

Qual è la struttura standard di un colloquio di gruppo?

Un colloquio di gruppo si svolge normalmente coinvolgendo 5-12 partecipanti.

La durata della sessione varia a seconda di questo numero, poiché è fondamentale lasciare a tutti, potenzialmente, il tempo di intervenire.
 

La struttura del colloquio di gruppo prevede diversi momenti

Prima di tutto abbiamo la presentazione dei selezionatori e dell’azienda. Seguono la descrizione della posizione lavorativa per cui i candidati concorrono. A questo punto la parola passa ai candidati, con un giro di tavolo in cui i partecipanti si presentano. La fase culminante del colloquio di gruppo è il role play. In alcuni casi vengono somministrati dei test scritti individuali. Questi variano a seconda della posizione lavorativa, e possono essere, ad esempio, test d’inglese, di logica oppure psico-attitudinali. In alcuni casi le aziende somministrano anche test in basket.
 

Come ci si può preparare ad affrontare un colloquio di gruppo?

Innanzitutto, è fondamentale conoscere nel dettaglio la job description della posizione per la quale ci si candida. È altrettanto importante essere informati sull’azienda.

In secondo luogo, in attesa di iniziare l’assessment, è bene presentarsi agli altri candidati. Questo ti permetterà di allentare la tensione: al momento della presentazione effettiva, sarai più a tuo agio. Inoltre conoscere gli altri partecipanti ti consentirà di capire chi hai di fronte e di “studiarli”, e anche di intuire con quale criterio l’azienda convoca i potenziali futuri dipendenti.
 

Una parentesi sull’abbigliamento per il colloquio di gruppo

Presentarsi con un’immagine ordinata e curata è un ottimo biglietto da visita. Al contrario, presentarti con un aspetto trascurato rischierebbe di dare ai selezionatori una prima impressione negativa della tua persona (spesso difficile da far cambiare). Bastano pochi accorgimenti per presentarsi a colloquio in maniera consona con l’outfit giusto. Una camicia e una giacca (per i ragazzi eventualmente si può aggiungere una cravatta), colori classici e scarpe eleganti sono lo starter pack per un perfetto look da colloquio. Nota per le ragazze: un tacco eccessivo potrebbe essere controproducente e metterti a disagio, inoltre sarebbe inadeguato alla situazione. Vanno benissimo anche delle scarpe basse e comode, purché siano formali. Gli eccessi sono da evitare in modo assoluto.

Per quanto riguarda capelli ed eventuale barba, averli curati darà di te un’immagine professionale e ordinata.
Anche io ho la barba, e non ho alcuna intenzione di rinunciarvi. Prima di presentarmi ad un colloquio però, ho sempre avuto la semplice accortezza di regolarla, e normalmente mi presentavo in giacca e cravatta.

 

Come inizia l’assessment?

Normalmente la prima fase, come anticipato, è dedicata alla presentazione dell’azienda, dei selezionatori e del ruolo per la quale si concorre.

Questo momento può essere ricco di spunti utili. Fai molta attenzione ai dettagli: guarda come si comportano gli intervistatori e prendi mentalmente nota delle cose che sottolineano spesso. Si presentano in modo formale? Menzionano spesso la mission e i valori dell’azienda? Definiscono qualcosa come “fondamentale”?

Stai attento ai segnali che fanno capire cosa è importante per l’azienda, potrai utilizzarli a tuo vantaggio nelle fasi successive del colloquio.

 

Come rendere efficace la propria presentazione durante il giro di tavolo

Come anticipato, il giro di tavolo è il momento che segue la presentazione dell’azienda. Questo è il primissimo in cui tu hai effettivamente una parte attiva.

Spesso i selezionatori chiedono chi vuole rompere il ghiaccio e presentarsi per primo. Non è indispensabile offrirsi! Se te la senti, fallo pure. Se preferisci osservare gli altri e poi prendere la parola, stai solo attento ad evitare quello che chiamo “effetto imprinting”. A volte capita che tutte le presentazioni personali successive alla prima, si adeguino allo schema di questa, con il risultato di farle apparire piatte e poco personali.
 

Il tuo obiettivo è quello di emergere per la persona che sei: presentati a modo tuo

Considera che una presentazione personale sintetica ma efficace si fa in due, massimo tre minuti. Evita di presentarti in modo pomposo o troppo esuberante. Comportandoti così, rischi di attirare le antipatie degli altri partecipanti con cui, ti ricordo, dovrai cimentarti in un role play. Inoltre ricorda questo: per quanto oggettivi e professionali, i selezionatori sono esseri umani. Questo significa che provano simpatia e antipatia. Cerca di essere te stesso, e di trasmettere serenità a chi ti ascolta.

Inoltre sii completamente sincero sulle tue esperienze e i tuoi studi. Mentire sarebbe controproducente: creerebbe delle aspettative sbagliate nei tuoi confronti da parte dei selezionatori.

Inoltre non è furbo, a prescindere, candidarsi per lavorare in un’azienda di cui non si condividono i valori, le modalità operative e la visione. Se poi dovessero assumerti, ma non fossi la persona giusta per ricoprire quella determinata posizione e lavorare in quel contesto? Rischieresti di trovarti in una situazione di profondo disagio e si sentirti inadeguato. Meglio prevenire che curare. Non cogliere un’occasione, se questa non ti porta a qualcosa che faccia davvero per te. Per questo ribadisco quanto sia importante informarsi bene su un’azienda prima di proporsi come candidato. Se non ne conosci e condividi i valori, rischi di sprecare tempo.

Se l’idea presentarti e parlare in pubblico dovesse crearti un po’ d’ansia, puoi aiutarti facendo delle simulazioni di presentazione a casa ed applicando qualche semplice tecnica per condizionare il tuo stato d’animo.

Attento però: non crearti un copione standard. Come ho detto prima, ci sono diversi fattori che potrai conoscere solo una volta arrivato a colloquio: chi sono gli altri partecipanti, qual è l’approccio dei selezionatori, cosa è considerato importante per l’azienda… Quindi riserva una parte della tua presentazione per fare dell’improvvisazione intelligente, tenendo conto di questi elementi.
 

Una tecnica di public speaking per il colloquio di gruppo

Per rendere ancora più efficace la tua presentazione, presentati come se fossi 007. Mi spiego meglio. Quando parliamo in pubblico, tendiamo ad essere agitati o comunque in imbarazzo, e il nostro tono di voce ne risente. Esso diventa tremolante, insicuro e acuto sul finale delle frasi che pronunciamo. L’ascoltatore, a livello inconscio, percepisce quelle che per noi sono affermazioni come domande, e questo di certo non trasmette sicurezza. Come evitare questo effetto? Con un semplice esercizio di public speaking, che consiste nel pronunciare il proprio nome come fanno gli attori che interpretano 007 nei film:

“Io sono Bond. James Bond”

Lascio che questo esercizio sia magistralmente esemplificato e chiarito da Sean Connery in questa clip.

Prova a farlo: noterai in pochissimo tempo la differenza.

 

Che cosa sono i test in basket?

I test in basket sono una tipologia di esercitazioni scritte utilizzata nei processi di recruitment. Questi possono essere somministrati fra il giro di tavolo e il momento del role play.

Rispetto ai classici testi psico-attitudinali o di logica, questi ultimi sono più pratici. Infatti sono orientati a misurare competenze indispensabili per ricoprire il ruolo per cui si concorre. Tipicamente vengono testate determinate conoscenze tecniche specifiche oppure le capacità organizzative. Un esempio di domanda di un test in basket orientato a mettere alla prova le capacità organizzative dei candidati potrebbe essere questa:

“Arrivi in ufficio e, una volta acceso il PC, noti che hai ricevuto 40 e-mails. Hai una mattinata molto intensa da affrontare, e hai solo 20 minuti da dedicare alle e-mails che hai ricevuto. Non è sufficiente per leggerle tutte, devi organizzarle per priorità. Con quali criteri le metti in ordine? Quali leggi subito, e quali lasci in secondo piano? Perché ?”

Anche in questo caso, il consiglio è quello di agire in modo spontaneo e di restare fedeli a se stessi.

E non si copia! 🙂

 

 

Si ringrazia per il prezioso contributo

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Sergio Di Minica

Psicologo del lavoro e Account Manager Politiche Attive

 

 

 

 

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