Martina: una laureata in filosofia nel mondo del Brand-Entertainment

Reading Time: 7 minutes

Come si trasformano una grande passione per la scrittura e una naturale curiosità per l’indagine filosofica in una promettente carriera nel  mondo dell’advertising?

Ce lo racconta Martina, brillante filosofa 2.0!

 

martina-crapanzano

Martina Crapanzano, classe 1990

Content Manager, Web Magazine Contributor

Laureata in Filosofia nel 2013

Chi è Martina?

Sono una ragazza siciliana che fin dal liceo ha avuto le idee chiare: ho sempre voluto imparare e mettermi alla prova.

Sono nata a Catania nel 1990, un ambiente dinamico e cittadino. I libri e la musica sono stati i miei migliori amici, insieme a loro ho alimentato la mia curiosità.

Ho studiato filosofia all’Università la Sapienza di Roma, e mi sono appassionata in particolare a Friedrich Nietzsche, Giordano Bruno, e alle neuroscienze. Il primo corso che ho frequentato, Filosofia e Problemi dell’Intersoggettività, è anche quello che mi ha ispirata per la redazione della mia tesi di laurea, intitolata “Arsi dal desiderio” e incentrata sul personaggio di Lou Salomè. Con questo corso e con la stesura della mia tesi, mi sono confrontata con un tema, quello del desiderio, che ha molte sfumature che vale la pena indagare. Esso incarna la tensione verso ciò che è altro da sé: infatti è proprio il desiderio ciò che porta l’uomo ad evolversi. Per questo è una tematica davvero ricca e interessante sulla quale interrogarsi dal punto di vista filosofico.

Ho deciso di andare a vivere da sola molto presto, trasferendomi a Roma per frequentare l’università. Sono convinta che mettersi alla prova, lasciando il “nido”, sia un’esperienza tanto formativa quanto la frequentazione dell’università stessa. Vivere da soli significa dover maturare in fretta, e confrontarsi con la quotidianità in modo autonomo. È una doccia fredda che fa crescere, ed è stata estraneamente propedeutica anche per affrontare le successive sfide del mondo del lavoro.

 

Martina in 3 parole

Iperattiva, chiacchierona, tenace.

 

Cosa sognavi di fare da grande? Quando lo hai capito?

Il mio momento di svolta è arrivato durante università. Studiando filosofia, ho conosciuto il pensiero di molti autori, e ho notato come molti di questi mi appassionassero in ugual modo, anche se erano fra loro molto diversi. Da qui ho capito che non volevo fare una cosa sola e canalizzarmi verso un’unica strada. Per questo, dopo la laurea, mi sono iscritta alla Scuola Holden di Torino (trasferendomi nuovamente) e ho scelto un percorso di specializzazione in Crossmedia. Mi sono avvicinata a diverse discipline, con una prova direttamente sul campo, tra corsi e workshop. Questo tipo di studi veniva incontro al mio desiderio: fare ciò che amavo, cioè scrivere, e conoscere tutti i canali di comunicazione e gli strumenti possibili per lavorare con la creatività.

Era la strada giusta: oggi faccio di tutto! Scrivo, creo, penso alla strategia di diversi tipi di contenuti, faccio continuamente ricerca. Insomma, ho la possibilità di espandere la mia creatività gestendo una grande varietà di strumenti e di canali, e sono sempre pronta ad imparare cosa nuove.

 

Come ti sei avvicinata ai tuoi studi universitari?

È una storia divertente. Non ho mai avuto un gran rapporto con la mia insegnante di filosofia del liceo. Amavo la materia, era la mia preferita, ma avevo difficoltà a relazionarmi con chi la insegnava. Durante la prova orale dell’esame di maturità, la presidentessa della commissione è rimasta molto colpita dalla mia capacità di associare tematiche diverse, e ha notato la mia forte predisposizione al pensiero teoretico. A fronte di ciò mi chiese “Martina, perché non ti iscrivi a filosofia?”. Da qui l’illuminazione!
E la mia professoressa aggiunse sorridendo: “vedi?”.

 

Cosa ti è piaciuto di più dei tuoi studi universitari?

Mi sono piaciuti molti autori e molte tematiche. In particolare il corso di cui ho accennato prima, Filosofia e Problemi dell’Intersoggettività. Non era un corso come gli altri, non era semplice didattica. L’ho capito fin dalla prima lezione. Il mio professore ci parlava di scrittori contemporanei, e univa alla trattazione delle opere di questi autori tematiche di filosofia rinascimentale e moderna. Ci trasmetteva significati profondi, in particolare sul tema del desiderio, con molti esempi pratici, tratti da canzoni, film e pubblicità. È stato in grado di stimolarci utilizzando strumenti a noi vicini, intersecava varie discipline. Le sue lezioni erano dei racconti appassionanti! Mi ha fatto conoscere Philip Roth, che da allora è uno dei miei scrittori preferiti: ha la straordinaria capacità di creare delle storie e dei personaggi in cui è inevitabile immedesimarsi.

 

Cosa ti hanno dato i tuoi studi?

Mi hanno insegnato a non giudicare. Studiando il pensiero di diversi autori, e avendo vissuto l’interculturalità della Sapienza di Roma, sono venuta a contatto con prospettive e realtà molto diverse. Trovo che il confronto sia una preziosa occasione formativa: si può imparare molto da chi proviene da culture differenti dalla nostra e ha un diverso credo religioso. Il dialogo con l’altro, lo scambio di idee, ti fa rendere conto di quante prospettive diverse esistano, e di come queste siano un’interessante spunto di riflessione e possano arricchirti come persona.

Durante i miei studi ho conosciuto una laureata in fisica e matematica che, a 40 anni, stava frequentando i corsi di filosofia. Quando le chiesi di raccontarmi del perché aveva fatto questa scelta, così poco usuale, mi disse che si era resa conto di avere bisogno della filosofia e del pensiero filosofico per risolvere vari problemi in ambito scientifico-matematico. Questo è solo un esempio di come il confronto con l’altro possa arricchirci con prospettive e spunti imprevisti, nuovi e fecondi!

 

Dopo la tua laurea, hai sentito la necessità di integrare il tuo bagaglio formativo?

Volevo confrontarmi con la scrittura. Sin da piccola mi sono sempre applicata, ho sempre scritto, ma non mi ero ancora data la possibilità di costruire qualcosa a partire da questa mia passione. Iscrivendomi alla Scuola Holden, ho trovato una fucina di professionisti provenienti da tutta Italia dove si imparava nel modo migliore: facendo. Ho svolto il percorso più vario a mia disposizione, il corso di specializzazione in crossmedia, per capire quale sarebbe stata la mia strada futura. Ero partita con l’idea di vedere tutto, perché molte cose mi appassionavano, per poi potermi indirizzare verso qualcosa di più specifico. In realtà, alla fine, ho scelto la strada che mi permetteva di percorrere anche tutte le altre: lo storytelling crossmediale. Questo è un percorso al suo interno molto vario, in quanto è necessario sia avere una visione d’insieme, che conoscere molti e diversi canali di comunicazione. Consiglio la Scuola Holden a chi è appassionato di scrittura e narrazione: è il luogo ideale dove dare una possibilità alla propria creatività!

 

Quali sono i tuoi hobbies e i tuoi interessi?

Adoro le serie TV, in particolare “Orange is the new Black” e “Mad Men”, quest’ultima in particolare in quanto tratta in modo originale la tematica a me cara – ormai l’avrete capito – del desiderio. Adoro anche fare foto, dipingere e leggere. Ho sempre con me la mia macchina fotografica, e d’altra parte senza tele e pennelli mi sento vuota! Prima di dormire devo assolutamente leggere.

Naturalmente, la mia passione più grande è la scrittura, e avere l’opportunità di scrivere per lavoro mi fa sentire fortunata! Poter fare quello che più ami tutto il giorno, tutti i giorni, è un dono più unico che raro. Molti dei miei amici e colleghi mi prendono in giro e dicono che lavoro troppo. Ma quando fare ciò che ti rende più felice è il tuo lavoro, essere stacanovisti è solo un piacere.

 

Come descrivi il tuo ingresso nel mondo del lavoro?

Premetto che ho sempre lavorato durante i miei studi. Ho fatto la commessa, la promoter e la social media manager. Fatico a restare ferma, e una volta uscita di casa ho voluto emanciparmi. Essendo stata una mia scelta quella di trasferirmi, ho ritenuto giusto portarla avanti senza gravare sulla mia famiglia.

Alla Scuola Holden ho conosciuto molti professionisti, e ho avuto l’opportunità di lavorare con loro. Ho partecipato all’organizzazione di eventi e performance di danza con Marinella Senatore, grande artista visuale e fondatrice della School of Narrative Dance, persona alla quale sono ancora molto affezionata. Durante questa esperienza, breve ma estremamente importante e bella, ho assistito Marinella nelle riprese delle performance e, insieme a dei miei colleghi di scuola, mi sono occupata della gestione del blog dedicato alla manifestazione. È stato molto emozionante partecipare a questa iniziativa e respirare l’atmosfera incredibile generata dai gruppi di danzatori, musicisti e cantanti più disparati che portavano la loro arte in una sfilata culminante al castello di Rivoli.
Durante la mia permanenza alla Scuola Holden, ho inoltre avuto l’opportunità, insieme ad alcuni compagni, di realizzare un cortometraggio per un concorso indetto da Armani, che invita alla partecipazione varie scuola di cinema a livello mondiale.
È stata un’esperienza entusiasmante! In pochi mesi abbiamo sviluppato il nostro soggetto, realizzando sceneggiatura e produzione. A volte mi dimenticavo di mangiare da quanto ero coinvolta e impegnata in questo progetto, ma lo rifarei: è stata la mia sfida più grande finora, ed è stato un viaggio meraviglioso!

Per quanto riguarda il mio ingresso vero e proprio nel mondo del lavoro… Devo dire che è stato il lavoro a trovare me! Durante un corso frequentato alla Scuola Holden, un insegnante di un workshop è rimasto colpito dal lavoro del team, vedendo un “capitale umano”.
Così è iniziata la mia avventura in H-Farm.

 

Dove sei oggi?

Attualmente vivo a Treviso e lavoro come content manager in SHADO, compagnia di Branded-Entertainment situata in H-Farm. Come content manager mi occupo della creazione e della gestione di contenuti su diversi canali e per diversi clienti, creando per loro servizi taylor-made. Shooting, riprese, interviste, serie interattive per coinvolgere l’utente e farlo interagire con il brand… Progetto, creo e gestisco una vasta gamma di contenuti sempre e nuovi e interessanti per avvicinare gli utenti ai brand che scelgono di lavorare con noi, e lo faccio attraverso l’intrattenimento.
Collaboravo inoltre con Ninja Marketing, occupandomi della redazione di articoli e post a tema social media. È stato un piacere lavorare con loro, e considero la loro offerta formativa di grande valore.

Scrivo anche articoli per due web-magazine: NUOK, magazine che tratta il tema del viaggio in modo creativo, in cui parlo della città di Treviso e di altre città che visito, e da poco Wanna, dedicato a temi “in rosa”.

 

Quali consigli daresti a chi, da un percorso di studi umanistici, si affaccia al mondo del lavoro?

Prima di tutto non perdersi d’animo: bisogna provarci e riprovarci, sempre. Bisogna affrontare le sfide lanciate dal mondo del lavoro con tenacia e aggressività!
È essenziale formare il proprio carattere ed essere preparati anche a ricevere i “no”: il lavoro non è dovuto e non è scontato. Ci vuole una buona dose di carattere e bisogna sapersi mettere in gioco per trovarlo, soprattutto per trovare quello giusto!
Non bisogna poi farsi scoraggiare da limiti che, molto probabilmente, sono meno vincolanti di quanto possano sembrare. Le difficoltà burocratiche e le richieste precise di competenze ed esperienze da parte delle aziende non devono essere viste come muri indistruttibili. Se trovi un’opportunità lavorativa che ti interessa, se un annuncio ti ispira, se pensi di avere trovato ciò che ti piace… Provaci!

È importante ricordarsi che ciò che davvero fa la differenza nel mondo del lavoro è il capitale umano. Competenze e abilità tecniche si imparano, ma le caratteristiche personali che possono portare valore aggiunto ad un’azienda sono imprescindibili, e se dimostri di essere una persona valida da questo punto di vista ti sarà possibile arrivare dove desideri.

Last but not least, è necessario avere sempre voglia di imparare, di formarsi e di arricchirsi!

 


 

Un pensiero riguardo “Martina: una laureata in filosofia nel mondo del Brand-Entertainment

Lascia un commento