Studente lavoratore? Ecco i tuoi diritti

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Sei uno studente lavoratore o pensi di diventarlo?

La tua è una scelta di per sé coraggiosa e impegnativa.

Per questo è fondamentale che tu conosca i tuoi diritti, in modo da poter conciliare al meglio le due attività 😉

 

Molto probabilmente lo sai già:

Hai diritto a dei permessi studio retribuiti.

 

Tale diritto è sancito dall’art. 10 dello Statuto dei Lavoratori (L. 20 maggio 1970, n. 300):

Art. 10. Lavoratori studenti.

 

1. I lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali, hanno diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non sono obbligati a prestazioni di lavoro straordinario o durante i riposi settimanali.

2. I lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove di esame, hanno diritto a fruire di permessi giornalieri retribuiti.

3. Il datore di lavoro potrà richiedere la produzione delle certificazioni necessarie all’esercizio dei diritti di cui al primo e secondo comma.

 

Il monte ore dei permessi studio viene stabilito dai singoli contratti collettivi nazionali (CCNL), ma è ormai prassi comune quella di concedere 150 ore di permesso da utilizzare in un determinato periodo di tempo, solitamente un triennio (quindi, indicativamente, si possono richiedere 50 ore l’anno).

Inoltre è bene sapere che lo studente lavoratore non può essere discriminato su base contrattuale a causa della sua condizione. 

Anche la sentenza n. 20658 del 25/10/2005 della Suprema Corte di Cassazione attesta i diritti di chi lavora e studia. Ecco un estratto:

La Suprema Corte di Cassazione, nella sentenza n. 20658 del 25/10/2005 , specifica e afferma i diritti del lavoratore con riferimento al diritto allo studio.

Il lavoratore, dev’essere agevolato nella possibilita’ di frequentare o sostenere degli esami in caso di Università. Pertanto sussiste il diritto per il lavoratore ad ottenere turni di lavoro che consentano la frequenza ai corsi e la preparazione per gli esami finali.

Altresì, sempre al fine di consentire un’idonea preparazione e studio per la crescita culturale e professionale del lavoratore, non possono essere assegnati al lavoratore turni straordinari o che ricadano sui riposi settimanali regolari. È inoltre nei diritti del lavoratore la possibilita’ di ottenere ore di lavoro retribuite per fini scolastici.

Gli studenti lavoratori, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove di esame, hanno certamente diritto a fruire di permessi giornalieri retribuiti.
Nella sentenza la Corte ricorda che il diritto allo studio e’ riconosciuto e garantito dall’art. 34 della Costituzione* e che l’art. 10 dello Statuto dei lavoratori ne stabilisce l’applicazione nel campo lavorativo, incoraggiando e agevolando il lavoratore che desideri dedicare il proprio tempo libero ad accrescere le proprie capacità e competenze culturali e professionali tramite studi scolastici con valore legale. Accrescimento personale che si ripercuote tra l’altro positivamente sull’intera società.

 

Cosa bisogna fornire al proprio datore di lavoro per ottenere  i permessi studio retribuiti?

Prima di tutto, per ottenere questi permessi, il lavoratore deve fare richiesta al proprio datore di lavoro e specificare: il titolo che si vuole conseguire, il corso di studi che si intende frequentare o portare a termine, la scuola o l’università presso la quale si è iscritti.

Al datore di lavoro vanno poi presentate delle certificazioni volte ad attestare la propria presenza alle lezioni o all’esame (indicandone anche sedi e date).  Questi documenti vanno validati dall’ente di formazione.

 

E dal lato Università cosa è previsto per i lavoratori?

Questo dipende dall’ateneo. Sempre più spesso comunque le università agevolano i lavoratori organizzando corsi nel tardo pomeriggio, attivando piattaforme di e-learning e dedicando orari di ricevimento particolari agli studenti lavoratori (questo punto implica una certa disponibilità da parte dei docenti).

 

A questo punto, cos’altro dire…

Buon lavoro, e buono studio! 😉

 

[E ovviamente… Stay Human(istic!)]

 

 

*Questo è l’art. 34 della Costituzione citato nella sentenza n. 20658 del 25/10/2005 della Suprema Corte di Cassazione:

Articolo 34
La scuola è aperta a tutti.

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

 

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