Giulia, dalle lettere classiche, al giornalismo e al copywriting

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Ti stai laureando in lettere classiche?

Senti che la scrittura è la tua vocazione?

Leggi l’intervista di Stay Human(istic!) a Giulia, e lasciati ispirare!

 

 

giulia

Giulia Santambrogio

Copywriter, giornalista, editor freelance

Laurea Magistrale in Filologia, Letteratura e Storia dell’antichità (2013)

 

Chi è Giulia?

Un’adulta che non si è ancora accorta di esserlo. Per il resto, come da bio di Twitter: cammino sulle scale mobili e sono fissata con la punteggiatura.

 

3 parole che ti descrivono

Razionalità, rimuginamenti, citazioni nerd (lo so che tecnicamente sono più di tre parole, ma queste domande mi mettono sempre in difficoltà).

 

Da bambina cosa sognavi di fare da grande?

Da bambina dicevo di voler fare la scrittrice. Poi ho cambiato idea un po’ di volte, senza avere mai le idee troppo chiare: a un certo punto, per esempio, mi ero convinta che sarei andata a insegnare (e l’ho anche fatto, per un breve periodo).

 

Come hai scelto la tua facoltà universitaria, o come ti ci sei avvicinata?

Per caso, come tante cose che poi si rivelano azzeccatissime. Mi sono iscritta a Lettere sull’onda dell’entusiasmo post-maturità, dopo mesi di riflessioni e ripensamenti che potevo tranquillamente risparmiarmi perché, in fondo, era quello che volevo fare da sempre. La vera scelta, piuttosto, è stata quella di Lettere Classiche al posto di Moderne: mi sembrava una sfida, una Facoltà meno inflazionata, con una formazione più completa e forse più difficile. Tanto che mi ero detta: provo, e al massimo cambio alla fine del primo anno. Ma non ce n’è stato bisogno.

 

Quali aspetti o corsi dei tuoi studi universitari ti sono piaciuti di più?

Premessa: iscriversi a Lettere Classiche, oggi, è anacronistico. Ed è il suo bello, perché permette di studiare in modo totalmente gratuito, appassionandosi al superfluo per eccellenza: il bello senza apparenti e immediate finalità pratiche.

 

Cosa ti hanno dato i tuoi studi (in termini di competenze, crescita personale, soft skills)?

La testardaggine del “devo farcela”, la capacità organizzativa, la “faccia tosta” indispensabile per affrontare gli esami orali e la passione e la meticolosità per la ricerca. E poi, in parti uguali, un po’ di sano amor proprio e un po’ di concreta umiltà: perché dopotutto, anche se ti sembra di essere molto bravo, ci sono persone infinitamente più colte, preparate ed esperte di te.

 

Dopo la laurea hai deciso di frequentare altri corsi di specializzazione o master? Quanto sono stati determinanti per te?

Non ho fatto nessun master, ma spenderei un’altra manciata di parole per un’esperienza “in corso”: quella dell’Erasmus. Ho imparato il francese praticamente da zero, me la sono cavata da sola per un anno, e ho scoperto un modo diverso di insegnare, studiare, persino vivere.

 

Ci racconti di come hai fatto il tuo ingresso nel mondo del lavoro?

Anche qui: per caso, o meglio, per una serie di (fortunate) coincidenze. Ho cominciato dopo la laurea con uno stage per un giornale di cronaca locale, mi sembrava il momento giusto per fare un’esperienza nuova, e poi ero curiosa di sapere come me la sarei cavata (spoiler: bene, e sono rimasta dopo lo stage). Nel frattempo ho fatto qualcuno dei famosi lavoretti “aggratis” per amici di amici (scrivere dei testi per un sito, un po’ di editing e cose così), finché, proprio il giorno dopo la fine della mia prima supplenza, ho fatto un colloquio in un’agenzia di comunicazione che cercava un copywriter anche alle primissime armi, come ero io. Pensavo sarebbe stata una cosa temporanea, e invece… (altro spoiler!).

 

Dove sei ora? 

Sono copywriter in un’agenzia di comunicazione, ma anche giornalista pubblicista per un giornale online, e ogni tanto editor freelance. E direi basta così.

 

Cosa ami di più fare nel tuo tempo libero? Pensi che abbia influenze positive sul tuo attuale lavoro?

Tempo libero? E chi ce l’ha?! Più seriamente: credo che tutto quello che facciamo al di fuori del lavoro, e tutto quello che amiamo, influenzi anche la sfera professionale, ma vale per tutti. Vorrei dirti che sfrutto al massimo il tempo libero facendo cose fichissime, ma la realtà è che spesso leggo un libro o guardo serie tv, mi sfogo nuotando, andando in palestra o girando in bici. Mi piace “decomprimermi” in solitudine, ma anche stare con i miei amici a cazzeggiare, meglio se durante una bella cena piena di chiacchiere.10) Hai qualche consiglio da dare a chi vuole intraprendere una carriera come la tua?

 

Hai qualche consiglio da dare a chi vuole intraprendere una carriera come la tua?

Mi giocherò la carta trash dei ricordi di Facebook, che qualche giorno fa mi riproponevano una frase che avevo dimenticato, e che, guarda caso, era riportata in uno dei libri che avevo studiato per un esame in Università: “Fare esattamente quello cui uno è interessato, seguire i propri interessi, ma seguirli molto profondamente”. Mi permetto di rubare il suggerimento a Walter Burkert, e riproporlo.

 

 

 

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