Temporary Job: PR, promoter, operatore di call center

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Temporary Job, stagione 1, 2^ puntata

Dunque… Ti ricordi dove eravamo rimasti?

Nello scorso articolo dedicato al tema temporary job, ti ho raccontato di come questi possano essere non solo una fonte di guadagno durante i tuoi studi, ma anche un ottimo trampolino per la ricerca del tuo futuro lavoro.

Perché?

Perché proprio grazie alle tue primissime esperienze di lavoro, anche se part-time o occasionali, hai già messo in gioco le tue abilità e hai sviluppato alcune delle soft skills che vengono sempre più spesso richieste dalle aziende.

(Se non mi credi, guarda qualche annuncio di lavoro pubblicato da aziende strutturate!)

Inoltre ho esaminato due casistiche, ovvero quella del baby o pet sitting e quella delle lezioni private.

(Se non hai letto l’articolo e vuoi saperne di più, clikka qui!)

Oggi ti parlerò di altre tipologie di temporary jobs, diversi fra loro ma con alcuni aspetti molto importanti in comune: PR, promoter, operatore di call center.

Ti lancio uno spunto che ci servirà più tardi: sentirsi dire “no”, non piace a nessuno.

Eppure imparare ad accettare i “no” e ripartire con un atteggiamento propositivo, è fondamentale per la propria crescita personale e lavorativa. Cosa succederebbe se ci lasciassimo abbattere da ogni feedback negativo che riceviamo? Proprio nulla (o perlomeno nulla di buono!), perché ci impediremmo di agire, di rischiare, di pensare a nuove soluzioni.

 

È il caso di dirlo: MA ANCHE NO! (A proposito…)

Ci torneremo.

Ora, passiamo ai temporary jobs di cui trattiamo oggi.

Iniziamo con quei personaggi che in tempi più pischelli erano considerati quasi come dei VIPs (soprattutto perché se ne avevi uno amico, magari qualche ingresso gratis ci scappava anche 😉 ) : i PR.

Che tu abbia fatto questo lavoro a 16, 20 o 25 anni poco importa. La sostanza è una: come PR hai pubblicizzato eventi o locali, coinvolgendo attivamente un determinato tipo di target.

Forse ti sei preso qualche “no” in meno rispetto a chi ha lavorato in call center o come promoter, perché magari hai sponsorizzato qualcosa che di per sé risultava già essere conosciuto e molto interessante per il tuo target. Ma qualcuno ti sarà capitato. Non temere, ne parleremo tra qualche riga 😉

 

Di sicuro però hai fatto almeno alcune di queste cose:

  • Attirare l’attenzione, magari di perfetti sconosciuti
  • Attaccare bottone, rompere il ghiaccio, farti ascoltare
  • Dare tutte le informazioni e i dettagli utili, in modo conciso ed efficace
  • Ampliare la tua rete di contatti
  • Promuovere il locale per cui hai lavorato, oppure eventi, tramite i social network

E magari hai anche fidelizzato alcuni dei tuoi clienti (anche condividendo i tuoi free drink 😉 ) che probabilmente sono tornati in quel locale grazie a te, proprio perché hai saputo coinvolgerli e conquistarli con la tua personalità.

(Se sei un PR e ti viene in mente qualcosa da aggiungere alla lista o vuoi raccontare la tua esperienza, ti invito a farlo aggiungendo un commento al post 🙂 )

 

Quali abilità hai sviluppato facendo il PR?

  • Capacità comunicative e di relazione
  • Tecniche di vendita <- fai-da-te o imparate da persone più esperte: comunque le hai utilizzate!
  • Leadership, Carisma
  • Autonomia e iniziativa
  • Una bella faccia tosta 🙂

In pratica ti sei allenato per essere un ottimo commerciale – versione starter pack! E perché no, se hai gestito in modo efficace i tuoi canali social per aumentare i tuoi guadagni, sappi che hai anche sperimentato in modo autodidatta un po’ di sano Social Media Marketing. Ti sei inventato nuovi modi per ampliare la tua rete? Hai reso più efficace il tuo approccio con i potenziali clienti trovando le tue “formule vincenti”? Credo proprio che dovresti accennarlo a colloquio 😉

 

Se non ti vedi come commerciale, comunque tieni presente questo: le capacità comunicative e relazionali sono richieste pressoché in qualsiasi ambito lavorativo che comprenda contatto con il pubblico o interazione fra colleghi (e team-work). Allo stesso modo leadership, autonomia nella gestione del proprio lavoro e spirito di iniziativa sono soft skills enormemente apprezzate. Inoltre la capacità di vendere non si riferisce solo a un prodotto o a un servizio: quando esponi a qualcuno una tua idea la stai vendendo; quando ti presenti ad un colloquio di lavoro stai cercando di “farti comprare” da un’azienda. Ciò che hai acquisito sono abilità trasversali che potrai applicare ai contesti più disparati. E anche l’avere una bella faccia tosta (se la sfrutti saggiamente!) e un carisma positivo sono cose che danno una marcia in più 😀

 

 

Torniamo alla riflessione sull’accettazione del “no”, e introduciamo gli altri temporary job del giorno.

 

Voi non lo sapete, ma se avete lavorato come promoter o come operatore di call center outbound, forse sei già cintura nera in questa disciplina!

 

 

Promoter: persona molto paziente che sa stare in piedi per ore e non smette di sorridere neanche di domenica, in un centro commerciale affollato di esseri umani che a volte, nella fretta, dimenticano cosa sia l’educazione.

Questa una definizione sommaria desunta da alcuni racconti di amiche e amici che hanno provato questo tipo di lavoro 🙂

 

Quali capacità hai ampliato cimentandoti come promoter?

  • Capacità comunicative e di relazione <- vero, magari non hai fatto chissà quali discorsi con le persone che coinvolgevi. Ma hai attirato la loro attenzione, hai ottenuto di farti ascoltare, mentre loro erano solo di passaggio (e magari di fretta!).
  • Gestione dello stress <- sorridere ed essere propositiva e gentile dopo diverse ore in piedi, in un contesto caotico e dopo essersi beccati una sequela di “no” non è da tutti, ma tu lo hai fatto.
  • Flessibilità e capacità di adattarsi ai contesti nuovi <- è molto probabile che tu abbia lavorato in diversi luoghi e con diversi prodotti, dovendoti riadattare ogni volta. E magari organizzarti all’ultimo!
  • Resistenza al “no” <- non è una soft skill “codificata”, probabilmente non la troverai in nessuna job description. Ma esiste, ed è fondamentale. È la capacità di ripartire ogni volta, senza lasciarsi abbattere, imparando ad ogni tentativo a fare meglio.

 

 

Dove sono spendibili queste capacità? O-vun-que.

In ufficio, in un’agenzia, nel commercio, nel costume care, nelle professioni free lance… Hai acquisito delle abilità assolutamente trasversali. Certo, dovrai adattarle al meglio al contesto in cui ti troverai, ma sappi che hai già una buona base di partenza, fanne tesoro 🙂

 

 

Ed ora l’ultimo caso. Entriamo nel mondo del call center.

Distinguiamo due tipologie di call center: Inbound e Outbound.

Nel call center Inbound, l’operatore gestisce chiamate in entrata dei clienti di un’azienda che richiedono assistenza (pensate alle compagnie di telefonia mobile) o informazioni. Nel call center Outbound l’operatore contatta i clienti attivi o potenziali di un’azienda chiamandoli al telefono per proporre offerte, prodotti o fare sondaggi e inchieste di mercato.

 

 

Iniziamo dall’Inbound.

“Buongiorno, sono Pinco di Pallino Spa, come posso aiutarla?”

E qui si aprono vari scenari. Una richiesta di informazioni semplice. Una richiesta di informazioni che porta ad altre richieste di informazioni (e poi magari ad altre, e altre…). Un cliente pacato che ha bisogno di assistenza. Un cliente poco pratico del servizio che ha acquistato che ha bisogno di assistenza. Un cliente indemoniato perché “il servizio è pessimo, voi mi state rubando i soldi, io disdico l’abbonamento, faccia subito qualcosa!!11!!1!!”. Tutte cose che molto probabilmente ti è capitato di dover gestire, con il solo aiuto del tuo buon senso e della formazione che hai ricevuto quando ti hanno assunto.

 

Bene. Quali delle tue soft skills ne hanno giovato di più?

  • Capacità comunicative e di relazione <- Ebbene si, sono un evergreen! Se hai lavorato a contatto con il pubblico, non ce n’è: le hai migliorate 😉
  • Analisi dei bisogni <- capire di cosa ha bisogno il cliente non è sempre qualcosa di immediato, soprattutto se si tratta del caso del cliente “poco pratico”.
  • Problem solving <- reperire velocemente informazioni e trovare il modo migliore per assistere il tuo cliente? Si, problem solving.
  • Gestione dello stress <- ringrazia soprattutto i ritmi di lavoro veloci e i clienti indemoniati.
  • Gestione delle obiezioni <- e una certa abilità diplomatica. Ringrazia sempre i clienti indemoniati di prima.

Aggiungi questo: volente o nolente sei diventato anche un buon ascoltatore. Probabilmente i tuoi futuri clienti e colleghi di lavoro ti apprezzeranno molto per questo 😉

Anche in questo caso le abilità che hai “allenato” sono ampiamente trasversali, puoi giocartele al meglio in una grande varietà di contesti. Considera che problem solving e capacità di analisi, così come la gestione dello stress, sono molto richieste sia nelle start up (dove c’è ancora molto, moltissimo da fare) che nelle aziende più grandi e consolidate (dove spesso i ritmi di lavoro sono molto elevati). Da questo punto di vista, parti con una marcia in più 😉

 

 

Last, but not least, parliamo dei call center Outbound.

“Buongiorno, sono Tizio di Caio Spa, la chiamo perché… TU-TU-TUUU…”

E fu così che diventasti maestro supremo cintura nera 7* Dan di accettazione del “no”. E ti dirò, hai fatto anche molto altro. Dopo ogni “no” hai comunque continuato a chiamare. E quando qualcuno ti ha risposto hai trovato modi sempre più efficaci per farti ascoltare dal tuo interlocutore. Molto probabilmente sei anche riuscito a realizzare alcuni degli obiettivi che ti hanno assegnato: completare un sondaggio telefonico, proporre un’offerta o un prodotto, attivare un abbonamento. Hai fatto gran lavoro… Per te.

 

Perché? Guarda un po’ cos’hai portato a casa:

  • Resistenza al “no” <- livello: esperto. Hai imparato a non prendere quel “no” come un commento personale nei tuoi confronti, e hai imparato ad andare oltre ogni piccola delusione.
  • Capacità comunicative e di relazione <- bisogna essere bravi per farsi ascoltare da qualcuno che probabilmente si sente disturbato dalla tua telefonata!
  • Gestione dello stress <- che te lo dico a fare.
  • Gestione delle obiezioni <- “ma costa troppo”, “ma mi avete telefonato la settimana scorsa”, “ma a cosa mi serve?”. Ti ricorda qualcosa?
  • Tecniche di vendita <- e conta che per un potenziale cliente dire “no” al telefono è più facile che di persona. Bravo due volte quindi 😉

 

Hai fatto uno di quei lavori che è considerato un po’ come “rompere le scatole” alle altre persone. Probabile che in alcuni casi sia così. Ma ti dirò una cosa: tantissimi grandi business si sviluppano a partire da una telefonata, e in azienda chi è in grado di stabilire un contatto o fissare un appuntamento con un potenziale cliente in questo modo, è anche qualcuno che porta risultati. Con questo tipo di esperienza hai acquisito delle ottime basi per proporti come commerciale, e hai già superato due scogli grandi: la gestione del “no” e la paura di “rompere le scatole”.

 

 

 

Ti sei ritrovato in uno dei casi che ho descritto?

Raccontami la tua in un commento! 

E… Continua a seguirci, c’è ancora moltissimo in serbo per te 😀

 

Stay Human(istic!)

 

Un socratico abbraccio,

Lorenza

 

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